Storia di una sirenetta

La Sirenetta, splendida creatura del regno sottomarino, è innamorata di un uomo del regno sopra il mare. La regola vuole che i due mondi restino tra loro separati e sconosciuti. Con la forza di questo sentimento, essa trasgredisce le regole, poiché pronta a sacrificare tutto per l’uomo che ama. L’amore è per lei rischio, dilemma, abbandono, conflitto e lacerazione. Un amore così grande da spingerla a rinunciare a quanto ha di più caro e prezioso, per assumere una forma umana che le priva di coda, voce e una lunga vita nel regno del mare. Ma le consentirà, se riesce a fare innamorare il principe di se, di trascorrere al fianco dell’uomo che ama il resto della sua vita umana. La Sirenetta è considerata una delle fiabe più rappresentative del genio letterario di Andersen.

Qui più che altrove sono identificabili riferimenti autobiografici abbastanza chiari, per quanto celati dietro la finzione fiabesca. Il tema del “diverso” viene presentato in relazione al riconoscimento della propria identità da parte della protagonista, e la relazione fra la Sirenetta resa muta dalla magia e il bel principe che le si affeziona senza amarla, interpretato da molti come un ritratto della situazione di isolamento sentimentale a cui Andersen si sentiva relegato. La sirenetta conclude la trilogia sui classici che la compagnia ULLALLA’ TeatroAnimazione ha messo in scena i questi ultimi quattro anni.

Si è iniziato con la fase di scrittura che, partendo dal testo di Andersen e dalla sceneggiatura di M.Yourcenar, ha voluto non tradirne il significato e cioè il messaggio dell’autore. Allo stesso tempo si è cercato di calare questa storia in un tempo a noi più vicino (se si pensa che il testo è datato 1836) tenendo conto di come è cambiata la società e l’uomo in essa. Ne sono quindi nati argomenti come la diversità, le paure, i desideri, la forza dell’amore e la scelta; tutti temi trattati con una ricca ed elaborata sceneggiatura. I linguaggi utilizzati per questo lavoro sono il video, la narrazione e, più che mai, la presenza del corpo che comunica in danza le emozioni di una fiaba sicuramente intramontabile.

Drammaturgia

Pippo Gentile e Angela Graziani

Disegno Luci:

Simone Sonda

Video:

Fiorenzo Zancan

Regia:

Chiara Bortoli

con:

Francesca Foscarini, Pippo Gentile, Angela Graziani,
Marco D´Agostin

GENERE:

teatro d'attore, danza, video a partire dai 4 anni

TECNICHE E LINGUAGGI UTILIZZATI

I linguaggi utilizzati per questo lavoro sono il video, la narrazione e, più che mai, la presenza del corpo che comunica in danza le emozioni di una fiaba sicuramente intramontabile.

 

TEMI DA SVILUPPARE PER UN PERCORSO DIDATTICO:

  • La diversità
  • Le paure
  • I desideri
  • L´amore
  • La scelta

AUDIO:
Casse con potenza adeguata alla sala
Mixer (min. 8 canali) con phantom


LUCI:
Dimmer digitali (protocollo DMX ) 12 linee 2 kw completo di cavi di alimentazione e cavo DMX
da dimmer a consolle
Consolle di proprietà della compagnia
– 2 diffusori asimmetrici da 1000 W (domino)
– 13 PC da 1000 W completi di telai portagelatine e bandiere
scala per puntamento fari
carico luci 15 kw
Regia luci ed audio devono poter essere posizionate assieme, in sala, frontalmente
Possibilità di posizionare n°2 videoproiettori in sala ai lati del pubblico
Fari montati o su piantane laterali (vedi disegno allegato) o su americane


PALCO:
l: 8m, p: 6m, a: 5m,
quadratura nera.
oscurabilità totale della sala